Imprese, in Umbria oltre 190 giorni per pareggiare i conti col Fisco
Scritto da Redazione il Settembre 13, 2025
PERUGIA – In Umbria le piccole imprese continuano a fare i conti con una pressione fiscale superiore alla media nazionale. L’Osservatorio Cna 2025, giunto alla settima edizione, fotografa un quadro in chiaroscuro: se a Bolzano basta arrivare al 17 giugno per chiudere i conti con il Fisco, a Perugia il “tax free day” scatta soltanto l’11 luglio, dopo 193 giorni di lavoro e con una pressione fiscale, il Total Tax Rate (Ttr) del 52,6%. A Terni la situazione è ancora più gravosa: le imprese devono lavorare fino al 16 luglio, 198 giorni, con un Ttr del 54,1%, tra i più alti d’Italia.
Nella classifica nazionale, Perugia si colloca al 73° posto su 114 capoluoghi analizzati, Terni al 91°. Il peso delle imposte locali – in particolare IMU e Tari – si somma a quello nazionale e regionale, generando un divario che mette in difficoltà chi fa impresa. “Il nostro osservatorio segnala una lieve flessione rispetto al passato, ma le imprese umbre restano penalizzate”, sottolinea Michele Carloni, presidente CNA Umbria. “Con l’aumento delle addizionali regionali e della Tari nel 2025, il carico rischia di aggravarsi ulteriormente. Oltre metà anno speso a coprire le tasse è un ostacolo per la crescita, gli investimenti e l’occupazione”. Carloni richiama anche la necessità di interventi strutturali: “Non si può continuare a chiedere alle imprese di crescere e innovare se il fisco assorbe più del 50% del loro reddito. Servono riforme locali per ridurre i costi nazionali per rendere più equo il sistema, equiparando le detrazioni a prescindere dal tipo di reddito e favorendo chi reinveste”. I dati elaborati dall’organizzazione confermano come l’Umbria si confermi tra le aree dove il fisco pesa di più sulla competitività, frenando la capacità delle aziende di generare sviluppo e lavoro.
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