Umbria Jazz, l’edizione dei record lancia la sfida 2027

Scritto da il Luglio 13, 2026

PERUGIA – Le ultime note sono ancora nell’aria, ma Umbria Jazz guarda già avanti. L’edizione 2026 si è chiusa con numeri mai raggiunti prima: oltre 46mila biglietti venduti, più di tre milioni di euro d’incasso, 8,5 milioni di visualizzazioni complessive sui social e oltre 160mila validazioni del Minimetrò, a conferma di una città che per dieci giorni ha vissuto di musica, dal centro storico all’arena Santa Giuliana. Il prossimo appuntamento è già fissato: Umbria Jazz Winter tornerà a Orvieto dal 30 dicembre al 3 gennaio, mentre l’edizione estiva del 54° anno è in programma a Perugia dal 9 al 18 luglio 2027.

Sul futuro, però, la parola d’ordine resta prudenza. Le indiscrezioni parlano di nomi come Stevie Wonder o Nick Cave, ma il presidente della Fondazione Stefano Mazzoni preferisce non alimentare aspettative. «Stiamo lavorando a cose molto importanti, ma finché i contratti non saranno firmati non ne parleremo». Il messaggio che consegna all’edizione appena conclusa è un altro: «I record sono la conseguenza di un programma artistico straordinario e di un progetto culturale». Un concetto condiviso dal direttore artistico Carlo Pagnotta, che rivendica la capacità del festival di coniugare grandi eventi e identità jazzistica: «Le contaminazioni le abbiamo cominciate nel 1987 con Sting e Gil Evans e continueremo a farle. Ma ricordiamoci sempre che questo è un festival jazz».

Il presidente della Fondazione Uj, Stefano Mazzoni, con la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, la governatrice Stefania Proietti e il direttore artistico Uj, Carlo Pagnotta

A chiudere il festival è stato Elvis Costello, protagonista dell’unica data italiana del tour. Il cantautore inglese ha salutato il pubblico con un caloroso «È la mia prima volta a Perugia, grazie, siete miei amici», aprendo un concerto di oltre due ore che ha attraversato il primo decennio della sua carriera. Con quell’aria apparentemente svagata, a metà strada tra un Epifanio-Antonio Albanese scaltro e un Carlo Verdone disincantato, Costello si è mosso con naturalezza tra microfono, chitarra, armonica e tastiere, sostenuto dagli Imposters e dal chitarrista Charlie Sexton. Rock, pop, blues, echi reggae e rockabilly si sono alternati in una scaletta che sembrava cucita addosso a Umbria Jazz: dalla struggente e quasi bacharachiana Almost Blue fino all’improbabile versione italiana di Dio, come ti amo, passando per Alison, Less Than Zero, I Don’t Want to Go to Chelsea e High Fidelity. L’approdo a Uj, quasi un ritorno alle origini. «Da ragazzo provavo la tromba di mio padre, ma Dizzy Gillespie era troppo raffinato per me», ha raccontato sorridendo. Un modo elegante per chiudere un’edizione che ha saputo tenere insieme memoria e presente.

Un momento del live di Elvis Costello
IL FUTURO PASSA DALLA SAN PAOLO

Se i grandi concerti raccontano il presente del festival, il futuro continua invece a passare dalle aule della scuola media San Paolo. Le Berklee at Umbria Jazz Clinics hanno accolto quest’anno 218 studenti provenienti da 29 Paesi, trasformando ancora una volta Perugia in un laboratorio internazionale della musica.

Per quarantuno anni le Clinics hanno rappresentato il lascito più concreto del festival alle nuove generazioni e nel 2026 hanno fatto registrare risultati senza precedenti: 72 borse di studio, per un valore complessivo di 8,7 milioni di dollari, con 115 studenti ammessi ai colloqui finali. Per la prima volta è nata anche una Jazz Orchestra composta esclusivamente dagli allievi, mentre il progetto The Jazz Bridge porterà due giovani pianisti selezionati da Manuele Morbidini a esibirsi al festival Lugano Piano, trasformando la formazione ricevuta a Perugia in una prima concreta occasione internazionale.

L'UMBRIA DELLA CULTURA

Per la presidente della Regione Stefania Proietti, il successo di Umbria Jazz, che si aggiunge a quello del Festival dei Due Mondi, racconta «un’unica immagine dell’Umbria, protagonista della scena culturale internazionale». Due manifestazioni diverse ma complementari che, da Spoleto a Perugia, hanno trasformato la regione in una capitale delle arti e della musica, richiamando artisti e spettatori da tutto il mondo. «La cultura – sottolinea Proietti – è una leva di sviluppo, capace di generare turismo, occupazione, relazioni internazionali e nuove opportunità». Lo sguardo è già rivolto all’estate 2027 quando i due grandi festival torneranno a non sovrapporsi, incrociandosi soltanto per un fine settimana.

Il Cda della Fondazione Uj al completo: Luca Gatti, Fausto Palombelli, Stefano Mazzoni, Donatella Miliani e Daniele Moretti

MaxRadio Classic

Traccia corrente

Titolo

Artista